
Sull’etichetta dei vini tedeschi sono scritte tante informazione sul vino:

Terminologie dei vini tedeschi:
- Grosses Gewächs Grand Cru (non è una classificazione ufficiale in Germania) Sulla bottiglia c’è un segno 1 + una grappola
- 1° Gewächs 1° Grand Cru (non è ufficiale). Sulla bottiglia c’è un segno 1 + una grappola.
- Trocken Secco. I vini secchi contengono poco residuo zuccherino (fino ad un massimo di 4 g/l oppure 9 g/l se l’acidità è elevata) e hanno una gradazione alcolica più elevata (di solito tra 12 e 13,5 % vol.). Trovano la loro massima espressione nelle zone più calde, come ad esempio nel Palatinato o in Franconia. Nella Mosella invece sono più classici i vini con residuo zuccherino.
- Alte Reben Vigne Vecchie
- Gold Kapsel La bottiglia è chiusa con una capsula d’oro. Sono i migliori vigneti. G-1
- Lange Gold Kapsel La bottiglia ha una capsula d’oro lunga. Il meglio del meglio. Produzione piccolissimo.
- Grado Oechsle Il grado Oechsle indica il grado zuccherino contenuto nell’uva. Si ottiene confrontando il peso di un litro di mosto con il peso di un litro d’acqua. Un grado Oechsle di 90° Oe significa quindi che un litro del mosto in questione pesa 90 gr./l di più rispetto ad un litro d’acqua. Si controlla prima della vendemmia (in Italia si usa la misura “Babo”).
- Etichetta L’indicazione del gusto sull’etichetta è facoltativa. Il gusto viene indicato quasi sempre se è “Trocken” (secco). Le tipologie Beerenauslese, Trockenbeerenauslese e Eiswein sono sempre dolci, perciò non occorre neanche specificarlo sull’etichetta. Per quanto riguarda gli altri vini, quando non c’è nessun gusto specificato, si tratta normalmente di vini con più o meno residuo zuccherino, comunque non di vini secchi.
- Monovigneti Tutti i vini più importanti sono di monovigneti. Nel catalogo la prima parte della descrizione sono sempre i vigneti. Per esempio Prüm: Graacher Himmelreich è un monovigneto. Questi nomi sono già stati dati dai monaci agli monovigneti seccoli fa!
Classificazioni dei vini tedeschi
La classificazione dei vini tedeschi – basata sulla legge del 1971 – prevede un vino di qualità base (QbA) e sei vini con il predicato.
QbA (Qualitätswein bestimmter Anbaugebiet) Viene prodotto in una determinata zona di produzione con uve consigliate e/o ammesse in quella zona e deve soddifare specifici requisiti di qualità. Tante volte quando si parla di Qualitätswein intendono dire QbA.
Kabinett
E’ il primo e più leggero dei vini con predicato. Oltre ad avere tutti i requisiti di un QbA deve rispettare la tipicità della sua categoria in base all’uva utillizzata e alla zona di produzione. L’uva utilizzata deve contenere un grado Oechsle minimo di 70/80a seconda della zona e della varietà. Sia secco, sia con residuo zuccherino.
Spätlese ( = Vendemmia tardiva)
Fa riferimento a una vendemmia effettuata in un momento più avanzato nell’anno rispetto ai QbA e Kabinett. Completamente diverso dalla tipologia italiana “Vendemmia Tardiva”, perché questa si riferisce normalmente a vini più corposi e glicerici o anche dolci. Una Spätlese non deve essere per forza né corposo, né dolce. Il momento della vendemmia deve garantire la raccolta di uve completamente mature e quindi con un più elevato grado Oechsle: 80/90. Sia secco, sia con residuo zuccherino.
Auslese ( = Vendemmia selezionata)
Si tratta di una raccolta selezionata effettuata a mano. I grappoli non maturi o danneggiati non devono essere utilizzati per la produzione di questi vini. Gli acini possono anche essere stati attaccati dalla muffa nobile. Grado Oechsle: 90/110. Sia secco, sia con rediduo zuccherino.
Beerenauslese ( = Vendemmia di acini selezionati)
Si tratta di una raccolta selezionata effettuata a mano che deve individuare solo gli acini sani e attaccato dalla muffa nobile o almeno sovvramaturi. Grado Oechsle: 125/150: Grado alcolico presente nel vino: minimo 5.5°.
Esiste solo la versione dolce, visto che il grado Oechsle è già talmente alto che sarebbe impossibile trasformare tutto lo zucchero naturale contenuto nell’uva in alcol. Vendemmia a fine ottobre/novembre.
TrockenBeerenAuslese ( = Vendemmia di acini selezionati secchi)
Si tratta di una raccolta selezionata effettuata a mano che deve individuare solo gli acini “asciutti”, cioè appassiti sulla pianta dovuto al momento avanzato della vendemmia e/o per l’attacco della Botrytis. Grado Oechsle: 150/154, Grado alcolico presente nel vino: minimo di 5,5 °.
Questi sono i vini più rari e costosi prodotti in Germania e vengono prodotti solamente in annate particolarmente favorevoli. Sono sempre dolci.
Eiswein ( = Vino del Ghiaccio)
Si chiama così perché al momento della vendemmia e della pressatura gli acini devono essere ghiacciati. La vendemmia avviene a temperatura sottozero (novembre/dicembre). Questo requisito porta ad una concentrazione naturale del mosto, perché la parte ghiacciata (in sostanza acqua) viene eliminata durante la pressatura.
Grado Oechsle: 110/128. Grado alcolico presente nel vino: minimo di 5,5 °. E’ sempre dolce.
Le classificazioni QbA, Kabinett, Spätlese e Auslese possono essere sia trocken (secco), sia con un residuo zuccherino. Le classificazioni Beerenauslese, TrockenBeerenAuslese e Eiswein sono sempre dolci.
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valle di Eschendorf Horst Sauer
Così affascinante è la moglie e così bella la figlia, che non è facile concentrarsi sui Riesling di Horst Sauer, vignaiolo di Eschendorf, un villaggio sul Meno, in Franconia. Per tanti versi Sauer si distacca dall’immagine tipica del viticoltore tedesco: ha un temperamento caldo e può vantare una buona dose di autocritica. Ascolta con attenzione i giudizi degli altri e chiede spesso il parere di chi degusta i suoi vini. Parla e pensa velocemente, impaziente a volte persino con se stesso. Ama l’innovazione, perfino nelle etichette, scandalosamente moderne. “E’ dalla testa che nasce un buon vino: questa è la filosofia della mia azienda”, dice. Anche la nuova cantina costruita recentemente nel monte, con gli attualissimi contenitori di acciaio, conferma l’immagine di una azienda che non teme la modernità, ma non per questo intende tradire le buone tradizioni locali. “Sono per una vinificazione lenta nella quale intervenire il meno possibile, perché i vini siano al meglio, come chi li beve del resto”. Così dicendo versa dalle tradizionali bottiglie della Franconia, le Bocksbeutel, i Silvaner e i Riesling eleganti e minerali della “Escherndorfer Lump” che lo hanno reso celebre ovunque.
Non capita tutti i giorni sentire un vignaiolo affermare “Voglio produrre vini che mettano allegria”. Il fatto è che per Sauer il vino rappresenta molto di più di una bevanda, è una grande gioia della vita. Per questo, quando stappa una bottiglia e ne assaggia il contenuto, anche se pienamente soddisfatto dei suoi capolavori, lascia a stento trapelare il compiacimento. I successi non gli hanno dato alla testa e preferisce rimanere con i piedi ben saldi per terra.
Da milioni d’anni la zona ha un microclima che si chiama “Lage Lump” è che da luce sui vigneti di Horst Sauer. I vigneti ripidi si aprono come uno specchio verso il sud. E’ una valle che sfrutta la luce del sole durante l’anno e protegge le vigne d’inverno contro i venti gelati provenienti dal nord e l’est. La combinazione di vigneti ripidi, luce del sole e terreno calcareo e unico.
Horst Sauer, il suo entusiasmo lo coltiva in silenzio.

Il “Bocksbeutel”, la bottiglia tipica della zona Franken.
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Haag, Fritz – Mosel – Germania

L’azienda Fritz Haag è nel cuore della Mittle Mosel, a Brauneberg. Già citata in un documento datato 1605 è detta anche “Dusemonder Hof”, dal latino “dulcis mons”, che attesta il riconoscimento alla propensione vinicola della zona già dal tempo dei Romani. Il nome “Dusemonder Hof” era quello del paese di Brauneberg fino al 1925, quando gli venne imposto il nome odierno, in onore del suo famosissimo e omonimo “grand cru”. Forse perché era uno dei preferiti di Napoleone.
Oggi l’azienda Fritz Haag possiede 7,5 ettari, col 100% di Riesling, molti dei quali si trovano nella parte più pregiata di questo “lage”: ossia nel Juffer-Sonnenhur. Il significato di Sonnenuhr è simboleggiato dalla meridiana ospitata tra i vigneti, ma anche dal terreno che forma una concavità tale da ricevere i raggi del sole di ogni direzione.
E’ stato Wilhelm Haag ad acquistare buona parte del “gran cru” nel corso degli anni. E gli anni non gli sono mancati, giacché ha prodotto con dedizione i vini dell’azienda fin dal 1957, acquistando una fama straordinaria soprattutto per i dolci con Botrytis. Nel 1995 il suo Juffer-Sonnenhur Beerenauslese è stato venduto all’asta per circa 4300 euro.
Fa vini che combinano la finezza alla profondità e molteplicità di aromi, e nel tempo rivelano tutto il loro carattere. Solo nel 2003, a 66 anni, Wilhelm Haag ha deciso di ritirarsi lasciando l’azienda al figlio Oliver, rientrato dalla bella esperienza nell’azienda vinicola Wegele. La tradizione è sicura: fermentazione a freddo in acciaio o in legno; 60 hl di resa media per ettaro; uso di lieviti naturali.
Il vigneto di Fritz Haag si chiama “Brauneberger Juffer”. Da questo vigento si producono tutti i vini diversi, 12 in tutto: dal Riesling secco fino al “Riesling Brauneberger Juffer Sonnenuhr Auslese Goldkapsel”.
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Già dei tempi di Napoleone la famiglia Geiben produce vino nel Ruwer (fiume affluente della Mosella). I vigneti Mertesdorfer Lorenzhöfer, Mäuerchen e Felslay sono in proprietà unica della famiglia. Non ci sono altri produttori che hanno questi vigneti. In tutto ha 12.5 ettari.
Karlsmühle possiede anche vigneti a Kaseler Nies’chen. Questi vigneti si trovano esposti a sud-ovest e sono i più ripidi della Ruwer. Il microclima è molto favorevole a produrre vini di altissima qualità.

ardesia Karlsmühle
La tenuta Karlsmühle si trova a Mertesdorf, sul fiume Ruwer (fiume affluente della Mosella) in un’area con un microclima unico. Con giornate calde e notti fresche. Le montagne hanno 400 m di altezza e procurano area fresca di notte.
Il terreno è caratterizzato da ardesia grigia con quarz con un sottile strato di terra nera sopra.
Nei vigneti c’è quasi solo il vitigno Riesling. Sono vigneti continuamente in una guerra con la natura. Le radici trovano l’acqua nella profondità delle rocce, da cui prendono la mineralità e profondità dell’ardesia. Questo terroir unico è la base dei vini unici di Karlsmühle.
Sotto questo stress il classico vitigno Riesling produce il meglio di sè.
I vini di Karlsmühle hanno una mineralità unica che non ha nessun altro vino nel mondo. Ma sono anche spiccamente fruttati, puri e dai contorni nitidi. Molti hanno una nota di Cassis, tipica della valle della Ruwer.
Karlsmühle usa le tecniche più moderne, senza dimenticare la tradizione che è il carattere più tipico dei suoi vini.
La stampa internazionale ha scoperto Karlsmühle da poco. Robert M. Parker lo ha definito un “produttore straordinario”. Wine Spectator ha dato 92/100 punti al suo Kaseler Nies’chen Kabinett 2005! Decanter 4* al Spätlese Lorenzhöfer.
E’ un produttore da seguire molto attentamente perché sta facendo dei bellissimi vini che non sono ancora stati scoperti dai giornalisti!
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Peter Geiben
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L’azienda Dr.Loosen è stata di proprietà della famiglia per più di 200 anni. Quando Ernst Loosen ne ha assunto il controllo nel 1988, lui capì che con viti a piede franco con una età media di 60 anni nei vigneti più vocati nella Mosella centrale, aveva la materia prima per creare vini di sbalorditiva intensità e di classe mondiale. Per fare ciò, Ernst ridusse drasticamente il raccolto e decise di usare solo una moderata quantità di fertilizzanti organici.
Ernst Loosen I vigneti a Bernkastel
Tutte e sei le principali vigne dell’azienda Dr.Loosen furono classificate come “Grand Cru” nella classificazione prussiana, datata 1868. Era prima della classificazione della Borgogna!
In pendii ripidi e con esposizione a sud della Mosella la vicinanza al fiume crea un microclima ideale per il Riesling. Le viti hanno una esposizione ideale al sole per raggiungere una perfetta maturazione. Le notti freschi, anche in piena estate, mantengono l’acidità caratteristica dell’uva, che è essenziale per un Riesling pulito e vivo. Il fiume riflette i raggi solari e trattiene il calore aiutando così l’uva a maturare e proteggendo le viti dalle gelate.
Il suolo roccioso di ardesia e le numerose rocce affioranti mantengono anch’esse il calore del giorno ed assicurano la piena maturazione. Uno strato superficiale sottile forza le viti a scavare in profondità nel terreno per reperire le sostanze nutrienti, producendo così vini di intensa mineralità e vibranti.
Dato che la fillossera non può sporavvivere sul suolo di ardesia della Mosella, le viti dell’azienda Dr.Loosen hanno ormai una età media di 60 anni e sono ancora sul loro piede franco. Le vecchie vigne naturalmente producono un raccolto minore con una concentrazione maggiore e superiore complessità.
Vigneti
Bernkasteler Lay (L’Ardesia di Bernkastel). E’ il vigneto con più ardesia. Vini più morbidi.
Wehlener Sonnenuhr (La Meridiana di Wehlen). Suolo con ardesia blu. Vini più eleganti e sofisticati del mondo.
Ürziger Würzgarten (Giardino delle Spezie di Urzig). Suolo rosso, vulcanina e ardesia. Vini esotici, speziati.
Graacher Himmelreich (Regno del cielo di Graach). Combinazione di eleganza e forza rustica.
Erder Treppchen (Scaletta di Erden) Molto ripida. Ardesia rossa. Vino muscolare e complesso. Molto minerale.
Erdener Prälat (Vescovo di Erden). Uno dei vigneti più importanti di Germania. Ardesia rossa. Vini di ineguagliabile potenza e nobiltà. La sua posizione tra il fiume e le massicce creste rocciose assicura una eccezionale maturazione.
Wine Spectator in ‘05 dichiara Ernst Loosen “Man of the Year” (l’uomo dell’anno) per il suo lavoro per il Riesling nel mondo. Lui è presidente del “Riesling Association” per promuovere il Riesling nel mondo.
Decanter lo proclama “White Winemaker of the Year” (enologo del vino bianco dell’anno) in 2006.
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Molitor, Markus – Mosel - Germania

Markus Molitor è nella Mittel-Mosel, vicino al ponte di Zeltingen. Markus Molitor conduce l’azienda di famiglia dal 1984, quando aveva 20 anni, e ne rappresenta l’ottava generazione vinicola.
Dai 3 ettari iniziali è passato ai 40 ettari che ha oggi, quasi tutti di Riesling e quasi tutti in Mittle Mosel: Zeltingen Sonnenhur (dove c’è una meridiana, come tra i vigneti di Wehlen o Brauneberg, ma che risale al 1611), Zeltinger Schlossberg, Zeltinger Himmelreich, Ürziger Würzgarten, Erdener Treppchen, Wehlener Sonnenhur, Graacher Himmelreich, Graacher Domprobst sono solo alcuni dei “grand cru” in cui ha vigneti.
Produce 150 Riesling differenti, tra cui 60 Auslese, 13 Eiswein e 15 TBA. E nonostante la quantità di vini che produce, Markus Molitor non produce “vini in quantità”,anzi. Il suo nome è ormai noto non solo in Germania, e i riconoscimenti continuano ad arrivargli anno dopo anno. Eccelle nei vini dolci, specie gli Auslese, che sono la sua passione. Per questi ultimi fa una raccolta talmente tardiva che non di rado inizia a Dicembre.
I suoi vigneti classificati sono: Trabacher Schlossberg 0.7 ha, Erdener Treppchen 0.7 ha, Ürziger Würzgarten 0.4 ha, Zeltinger Deutschherrenberg 1.3 ha, Zeltinger Schlossberg 1.4 ha, Zeltinger Himmelreich 2.9 ha, Zeltinger Sonnenuhr 5.5 ha, Wehlener Abtei 1.3 ha, Wehlener Klosterberg 6.4 ha, Wehlener Sonnenuhr 1.3 ha, Graacher Domprobst 0.8 ha, Graacher Himmelreich 1.6 ha, Bernkasteler Lay 0.6 ha, Bernkasteler Badstube 2.7 ha, Bernkasteler Bratenhöfchen 1.2 ha, Bernkasteler Graben 0.4 ha, Brauneberger Mandelgraben 1.3 ha, Brauneberger Klostergarten 1.2 ha, Niedermenniger Herrenberg 4.5 ha. Ognuno con la sua tipicità…….

Markus Molitor al Sonnenuhr (=la meridiana)
Markus ha una resa bassissima, 40-45hl/ha. Nella vinificazione è scrupoloso: il mosto si chiarifica per semplice gravità e sedimentazione, fermenta solo con i propri lieviti naturali, per una parte in acciaio a basse temperature e per un’altra parte in legno. Difatti lui pensa che i grandi vini debbano stare almeno un poco di tempo in legno.
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Müller, Egon – Mosel – Germania

La tenuta Scharzhof L’etichetta, dove in grande è scritto
il nome del vigneto e in piccolo Egon Müller
Egon Müller è uno dei più famosi produttori vinicoli al mondo. Fa vini che sono anche tra i più costosi e tra i migliori in assoluto del mondo. Nel 2006 un suo Eiswein è stato venduto all’asta di Treviri per 1550 euro alla bottiglia; quattro anni fa un suo Trockenbeerenauslese è arrivato a circa 4700 euro. La famiglia Müller produce vini nella bellissima tenuta del massiccio e boscoso Scharzhofberg dal 1797 e non è nuova a prezzi eccezionali.
Già nel XIX secolo era famosa all’estero, e nel 1898 Egon Müller I vendette un vino all’asta per un prezzo mai raggiunto da una singola bottiglia. Il pronipote Egon Müller IV oggi ha da poco superato i 40 anni ed ha un figlio maschio di nome Egon; risiedono a Wiltingen, un paesino sopra il fiume Saar.
L’azienda ha circa 16 ettari, 98% a Riesling: 8,3 ettari di Scharzhofberg, uno dei “lage” più eleganti e longevi di tutta la regione, 4 ettari di Wiltinger Brune Kupp, etichettato sotto il nome “Le Gallais”, i restanti ettari usati per il QbA. “Il viticultore è servo della vigna” dice Egon IV, una frase che riassume le caratteristiche della sua produzione. Non usa erbicidi, insetticidi, fertilizzanti chimici.
Parte delle sue vigne non è mai stata attaccata dalla filossera e risale perfino agli ultimi decenni del XIX secolo. Pratica una bassissima resa media per ettaro, che va dai 30 ai 50 hl. Fermenta in acciaio o in legno (nelle tradizionali “fuder”, botti a 1000 litri), soltanto con lieviti naturali. E non teme un tocco di Botrytis anche nei Kabinett o negli Spätlese perché “essa può dare al vino maggiore complessità se in giusto equilibrio con le altre componenti aromatiche”.
I vini di Egon Müller sono rigorosamente con residuo di zucchero, perché secondo lui questa è la tradizione da rispettare.

La cantina con le bottiglie storiche Terreno con ardesia
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Prüm, Joh.Jos. – Mosel – Germania
Joh.(annes) Jos.(eph) Prüm, detto JJ Prüm, è in tutto il mondo apprezzato come uno dei più superlativi vini tedeschi. Perfino la solida magione che a Wehlen, nella valle della Mosella, ospita la sede dell’azienda, sembra un’istituzione ufficiale, un castello o un museo dove si pratica da secoli l’arte di fare il vino.
Sono quattrocento anni che i Prüm coltivano vigne sulla Mosella in terreni “tra i più favorevoli lungo l’intero fiume” come sosteneva già nell’Ottocento uno storico di queste parti. E quando chiedi a Manfred Prüm, elegante signore sulla settantina, il segreto dei suoi eccezionali Riesling, risponde sottotono che “non c’è alcun segreto, che il pregio forse è dovuto al lavoro delle generazioni precedenti”, perché anche i suoi antenati “consideravano la qualità come compito prioritario”. Ma in seconda battuta riconosce anche il merito dei suoi 22 ettari di terreni, tutti in posizioni invidiabili. Una grandissima parte dei vigneti sono a piede franco.
Eccelle però un appezzamento di cinque ettari, Wehlener Sonnenuhr, che prende il nome dalla Meridiana che un fratello del trisnonno dell’attuale proprietario collocò in questo terreno nel 1842. Interamente dedicata al Riesling, la vigna della Meridiana dà vita ai capolavori della casa, vini che hanno ottenuto punteggi di cento su cento e raggiunto quotazioni di 1000 dollari a bottiglia.
Vigne pregiate sono pure Graacher Himmelreich, Zeltinger Sonnenuhr, Bernkasteler Badstube, terre coltivate con grande consapevolezza ecologica e con un lavoro prevalentemente manuale. Infatti Manfred Prüm fa un uso moderatissimo delle innovazioni tecniche, nella vigna come nella cantina di cui si occupa personalmente, ricorendo più volentieri alla prestigiosa tradizione che ha garantito tanti ottimi risultati. Prüm comincia a vendemmiare quando gli altri stanno finendo. Fermentazioni in acciaio con lieviti naturali, a bassissime temperature, che si protraggono anche fino a gennaio. Non usa legno. La resa media è 60 hl/ha.

Katharina & Manfred Prüm
“In Germania nessuno è in grado di imitare la finezza dei vini di JJ Prüm” scrive la Guida Gault Millau. Una eleganza inarrivabile, frutto di affinità elettive tra acidità, dolcezza e aromi speziati. Vini che hanno bisogno di un lungo invecchiamento, acquistando in tal modo una ricchezza e una profondità incredibili di aromi. Ma non è questione di formule, Manfred Prüm, signore dei vini, lo dice a chiare lettere: “Di analisi e percentuali non mi importa niente, è il gusto che decide, quindi solo il sapore conta”. Da anni corrono voci sulla vinificazione; infatti nella misteriosa cantina di Wehlen non sono ammessi visitatori. Oggi la tenuta è guidato dai Manred e figlia Dr. Katharina Prüm. E i loro vini hanno durata eccezionale. E’consigliato bere un “semplice” Kabinett solo dopo 4-5 anni. E l’aroma di “riduzione” di alcuni suoi Riesling quando sono appena imbottigliati, allontana chi non ha tempo per comprendere l’unicità di tali vini.
la casa aziendale ardesia
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Noblesse oblige
Il dottor Carl von Schubert è un simpatico proprietario terriero, nobile, colto, educato, buon parlatore, vestito con eleganza, legato alla tradizione (l’etichetta dei suoi vini non cambia da circa un secolo) ed ha una moderata tendenza all’understatement: non è certo un caso se la vettura della ditta è un maggiolino verde.
Il vigneto si estende nella valle della Ruwer, un affluente della Mosella, attorno a una antica casa padronale assai suggestiva, arricchita da un giardino all’inglese con alberi di magnolie, sentieri di ghiaia e un bassotto grigio di nome Fidibus.
Qui il Dr. Von Schubert produce dei Riesling delicati che vantano un’acidità minerale, un sapore fruttato leggero e una maturazione straordinaria. Vini che non temono l’invecchiamento e che possono offrire meraviglie anche a distanza di oltre trent’anni!
la casa di Von Schubert
Le vigne in posizione migliore – di fronte alla casa padronale, su pendii così ripidi che consentono solo una lavorazione manuale – si differenziano a seconda del terreno:
- l’Abtsberg produce vini ricchi di bouquet e saporiti, con una acidità leggermente fruttata;
- sul Bruderberg maturano vini forti, corposi e minerali;
- sulla Herrenberg infine, si coltivano quelli più robusti, dai profumi floreali, con una forte acidità.
I nomi di questi appezzamenti appartengono alla storia della casa, menzionata per la prima volta in un documento del 996; casa che per molti anni è stata una abbazia dedicata a San Massimino.
Tale è la cura di questi vini, che alcuni hanno una specie di carta d’identità, sulla quall’è annotato perfino il numero della botte: per esempio “1999er Riesling Abtsberg Auslese nr. 165”.
Come si dice, “Noblesse oblige”.
Se lo incontrate, non dimenticate di chiamarlo “Herr Von Schubert”, uno ‘Von’ in Germania è nobile!
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Oberhausen sul Nahe è un paese incantato. Eppure è proprio qui che c’è Dönnhoff, la azienda di spicco della viticultura tedesca moderna.
Il proprietario Helmut Dönnhoff è un uomo slanciato e sportivo, dall’aria risoluta, che sprizza energia, sempre attivo e particolarmente allegro. Sfiora con le dita la montatura elegante dei suoi occhiali e dice subito “la viticultura deve essere sempre accompagnata dal piacere”. Un piacere puro; del resto alla nostra domanda sul perché abbia restaurato una torre militare ormai inutilizzabile al centro della vigna, Dönnhoff risponde: “Semplicemente per il piacere di farlo”.
Nella Sua Vigna, il nostro produttore si muove come un sovrano, cosciente del suo valore ma senza presunzione. E si misura con complesse strategie aziendali per il prossimo mezzo secolo: dal momento che per le sue viti prevede una durata di circa quaranta anni, Dönnhoff ogni anno rinnova 1/40 della superficie totale vitata. Così un vigneto è costituito da un terzo di vitigni vecchissimi (fino a 55 anni), un terzo appena piantati, e un terzo di età differenti. Quanto al gusto dei suoi vini – oltre ai Riesling, produce anche Pinot Bianco e Pinot Grigio -, Dönnhoff è convinto che “la dolcezza ha bisogno dell’acidità per ben bilanciare sapore fruttato e aroma”. Anche la varietà geologica dei terreni si sprigiona bene dai vini di Dönnhoff: i terreni di ardesia producono bianchi aristocratici, delicati e slanciati, mentre i vini cresciuti su terreno vulcanico sono più aromatici, ampi, opulenti, bevibili in anticipo rispetto agli altri.

Helmut Dönnhoff il vigneto Hermannshöhle
Fra le migliori vigne di Dönnhoff ci sono la Niederhäuser Hermannshöhle, un pendìo esposto a mezzogiorno con Riesling classici, eleganti e leggermente fruttati: la Schlossböckelheimer Kupfergrube che per tre lati è circondata da pareti rocciose e dove in estate fra così caldo che talvolta il termometro esplode (è da qui che giungono i grandi vini molto maturi e corposi); e l’Oberhäuser Brücke, dove crescono i Riesling pieni di carattere, nel segno di una qualità superiore, e spesso anche dei grandiosi Eisweine che vengono vinificati in piccoli contenitori di acciaio da 100/200 litri. Questi figli del ghiaccio, come sottolinea il loro suggestivo nome, si ottengono solo in Germania, Austria e Canada, e da non più di un secolo, quando, per puro caso, se ne è scoperto il gusto inimitabile.
Ma se ne producono pochissime bottiglie, ed è un vero peccato perché sono i capolavori del dolce.
La famiglia Dönnhof ha fatto vino dal 1750, ma insieme con altri prodotti agricoli. E’ solo nel secolo scorso che un membro di essa, Hermann Dönnhof , ha fondato l’omonima azienda e ha deciso di dedicarsi unicamente al vino. Nel 1971, a 22 anni, suo nipote Helmut ha preso la guida dell’azienda ed è diventato responsabile della vinificazione. In trent’anni ha acquistato fama mondiale.
Dönnhoff è pluripremiata da tutti i grandi giornalisti del mondo. I vini sono complessi ma elegantissimi. Helmut Dönnhoff è veramente uno dei più bravi produttori mondiali; non solo bravo ma anche molto umano, è veramente un piacere conoscerlo.
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Schäfer-Fröhlich – Nahe - Germania

Tim Fröhlich
Weingut Schäfer-Fröhlich si trova nel comune di Bockenau nella zona di Nahe. Producono vino dal 1800. Dall’inizio degli anni settanta Hans e Karin Fröhlich iniziano a produrre il vino e a curare i vigneti. Erano la quinta generazione. Il figlio Tim Fröhlich è l’enologo dal 1996. E’ responsabile per la cantina e i vigneti da ormai 10 anni e oggi i suoi vini sono giudicati fra i top in Germania.
In tutto ha 12.5 ha di vigneti. I vigneti classificati di Schäfer-Fröhlich sono:
- Bockenauer Felseneck
- Monziger Frühlingsplätzchen (la piazza della primavera di Monzig)
- Monziger Halenberg (la montagna Halen di Monzig)
- Schlossböckelheimer Felsenberg (la montagna Felsen di Schlossböckelheim, lo stesso vigneto di Dönnhoff)
- Schlossböckelheimer Kupfergrube (la miniera di rame di Schlossböckelheim, lo stesso vigneto di Dönnhoff)
Riesling Vom Porphyr: è un Riesling che proviene dai vigneti con suolo vulcanico. Vino molto ricco.
L’80 % dei vigneti è impiantato con Riesling, il resto con Weissburgunder (Pinot Blanc), Grauburgunder (Pinot Gris) e Spatburgunder (Pinot Noir).
Il suolo è vulcanico, ma ci sono anche vigneti con ardesia grigia, quarzo e ardesia rossa.
Produce 75.000 bottiglie all’anno.
La vendemmia del Riesling è molto tardi e molto selezionata. Per la fermentazione si usano lieviti selezionati e naturali. Fermenta in acciaio.
L’età media dei vigneti è 25-30 anni, età ideale per produrre vini di altissima qualità.
Schäfer-Fröhlich era relativamente sconosciuta fino alla uscita dell’articolo sui vini tedeschi apparso su Wine Spectator di Aprile 2007. Dove ha avuto un punteggio altissimo e da allora è un’azienda molto ricercata.
Un produttore da seguire con molto attenzione.
La famiglia Fröhlich
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Müller-Catoir – Pfalz – Germania

Martin Franzen & Phillip David Catoir
La tenuta si trova nel paesino Haardt, vicino alle montagne Haardt con una vista splendida sulla valle del Reno. La tenuta è di proprietà della famiglia dal 1744, per 9 generezioni. Questa famiglia di Ugonotti si spostò dalla Francia alla Germania nel XVIII secolo e cominciò a produrre vini.
Dagli anni sessanta del XX secolo l’azienda è diventata un modello per vini di qualità in Germania, perchè Jakob Heinrich Catoir scelse il noto Hans Günter Schwarz come direttore. Quest’ultimo ha formato ed educato ai vini di qualità diverse generazioni di produttori tedeschi, in quanto si è ritirato solo nell’estate 2002, dopo quarant’anni di lavoro nell’azienda. In sua vece è giunto il trentacinquenne Martin Franzen che, nelle prime due annate, sia in vigna che in cantina, ha dissolto qualsiasi incertezza sul futuro dell’azienda, nonostante tutti gli occhi della critica fossero puntati su di lui. Oggi si affianca a Philipp David Catoir trentatreenne figlio del proprietario Jakob Heinrich.
Hanno in produzione 20 ettari, (30 % in collina, 70 % in pianura), il cui 60 % viene coltivato a Riesling, in diverse “lage”: Herrenletten, Bürgergarten, Herzog e Mandelring presso Haardt; Mandelgarten e Schlössel presso Gimmeldingen; Mussbacher Eselshaut. Le vigne variano dai 30 ai 35 anni.
L’azienda non fa chiarificazioni nè contatto fra mosto e bucce; pratica una resa media per ettaro di 50 hl; fermenta i vini in acciaio con lieviti selezionati. Ne derivano vini eccellenti che differiscono da quelli di Hans Günter Schwarz, eppure non tradiscono nè la qualità nè la purezza minerale che hanno contraddistinto i Riesling di Müller-Catoir per decenni. La vendemmia è molto tardiva. Fermentazione lenta perché la temperatura è bassa. Dopo che la fermentazione è finiti e i lieviti vengono tolti, il vino non viene più toccato. Questi vini possono sviluppare cristalli in bottiglia e un leggero CO2. Si consiglia di tenere le bottiglie a 10-12°C per 2 ore prima di aprirlo. Dopo l’apertura delle bottiglie ocorre dargli tempo per svilluppare profumi ricchi.

La Cantina La collina sotto il paese con i mandorli
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Birgit e Hansjorg Rebholz
Oltre ai Riesling fruttati-dolci, in Germania sono sempre più richiesti quelli secchi. Perciò un indirizzo prezioso è quello di Hansjörg Rebholz. Rebholz è di Siebeldingen nel Palatinato, appunto, e non rientra in nessuna categoria, ma si può dire con certezza che è specialista in eccezionali Ries-ling secchi e Burgunder, che tra l’altro si accompagnano benissimo ai pasti.
Intorno agli anni Quaranta del secolo scorso, nel paesino di Siebeldingen a sud della regione del Palatinato, Eduard Rebholz comincia a dedicarsi alla produzione di vini d’alta qualità. Nella zona è un pioniere: acquista terreni che nessuno vuole perchè difficili da lavorare; pratica una bassa resa per ettaro e inizia la vendemmia dopo che gli altri l’anno già conclusa.
Dopo alcuni anni, per i suoi meriti nella viticoltura, Eduard viene insignito del titolo di Ökonomierat ossia “Consigliere Agricolo” dal Ministro dell’Agricoltura. Suo nipote Hansjörg, alla guida dell’azienda dal 1978, non ha rinnegato l’alta qualità. Anzi ha rinnovato e accresciuto la fama dell’azienda con i suoi vini, secchi come li faceva il nonno, che da tempo sono stimati al vertice della produzione vinicola tedesca.
Uomo affascinante e riservato, Rebholz ha esperienza e contatti internazionali: i suoi vini sono ben rappresentati in Europa, in particolare nella più ricercata gastronomia spagnola. Grazie alla differenziazione dei suoi terreni, può offrire una grande varietà di vini di altissimo livello: da soli 14 ettari di superficie coltivata, vengono prodotti nove vini bianchi ed una Spatburgunder. “E’ perché conosciamo bene i nostri suoli” dice modestamente Rebholz, ma noi sappiamo che c’è dell’altro se i suoi Riesling, Weissburgunder e Chardonnay sono tra i vini più eleganti prodotti in Germania. Già suo padre e suo nonno avevano capito l’enorme risorsa rappresentata dalla collocazione delle loro vigne, variamente disposte in modo che ogni tipo di vite fosse coltivata sul suo terreno ottimale. Ad esempio, una delle vigne di Rebholz, il Kastanienbusch (bosco di castagni) , situate in una conca orientata a sud e con un suolo caratterizzato da ardesia rossa, è fra le migliori in Germania per il Riesling secco. Il vino è tipicamente minerale, affumicato, con un’acidità frizzante, con fragranza d’erba e potenziale d’invecchiamento. Un’altra ottima vigna è Im Sonnenschein (al sole), con un suolo prevalentemente biocalcareo, che produce Weissburgunder e Spatburgunder nella loro forma migliore.
Nella cantina di Rebholz i vini bianchi si sviluppano in vasche di acciaio. Lo Chardonnay matura in barrique di rovere del Palatinato. E’ uno del miglior Chardonnay della Germania!
Hansjörg è fedele alla tradizione famigliare dell’alta qualità, non s’è opposto ai miglioramenti offerti dall’enologia moderna: fa stare per un giorno a contatto il mosto e le bucce dei suoi Riesling, li fermenta a media temperatura in tini d’acciaio, con lieviti spontanei e aggiunti, non fa nessuna chiarificazione. Ne derivano vini di razza e finezza, talora più austeri talora meno, che riuniscono sentori floreali e fruttati e minerali e spezie. Il produttore predilige gli aromi secondari, longevi, provenienti dalla vite e dal suolo a quelli primari dovuti alla fermentazione. Rebholz dice: “I nostri vini hanno bisogno di più tempo per svilupparsi e maturare, ma poi berli diventa anche molto più entusiasmante”.
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Künstler – Rheingau - Germania

Gunter Künstler
Fondata nel 1965, l’azienda è particolarmente giovane, rispetto alle altre di questa zona. Con una punta di civetteria, il padre di Gunter racconta di essere ancora in attività soltanto quando c’è bisogno di lui. E se si prova a domandargli quando capita che ci sia bisogno di lui, risponde sornione: “Tutti i giorni”.
Siamo a Hochheim, nella terra che separa il Reno dal Meno.
La cantina di Künstler è in un edificio che vanta cinque secoli di storia, attorniata da vigne ornate, all’inizio di ogni filare, da rose bellissime che arricchscono il panorama che si gode dalla chiesa.

Kirchenstück La cantina Hölle
L’azienda è conosciuta per i suoi Riesling secchi e per vini di pregio complessi.
Hölle (=Inferno) di Hochheim e Kirchenstück (= pezzo della Chiesa) di Hochheim: così si chiamano le migliori vigne di Gunter Künstler e, per ironia della sorte, sono una vicina all’altra.
Kirchenstück (=Chiesa): grazie al terreno sassoso, i Riesling della “Kirchenstuck = Chiesa” hanno qualcosa del limone e del cedro, e sono eleganti e raffinati.
Hölle (=Inferno): i Riesling nascono sul terreno argilloso e sono più voluminosi, più potenti e più ampi.
Così vuole Gunter Künstler, un fisico da sportivo con una stretta di mano che farebbe onore a un professionista del tennis: “Io cerco di combinare l’eleganza del Riesling con la forza e la pienezza”, curando persino il potenziale di maturazione del vino imbottigliato: “Nelle cantine dei clienti i vini devono diventare ancora più buoni”.
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Keller – Rheinhessen – Germania
I mass-media nazionali e internazionali lo incensano con le massime lodi, altrettanto fanno i critici dei vini che lo collocano nella categoria “World Class”; l’azienda che lo produce è la prima casa vinicola tedesca che riceve il “Vinitaly Award”. Hanno decisamente successo i vini di Klaus Peter Keller (un nome che in tedesco vuole dire ‘cantina’) di Dalsheim, nella zona vinicola Rheinhessen. Sia per i Riesling secchi (60 % della produzione), che per quelli fruttati, l’azienda è una di quelle di grandissimo successo. Il telefono squilla in continuazione, giornalisti giapponesi tartassano Keller di domande, Robert Parker ha richiesto dei campioni…. “Non voglio che comprino i nostri vini solo per le alte valutazioni”, dice il giovane produttore in abito da lavoro, con la barba di qualche giorno. Lui è un tipico rappresentante della nuova generazione di viticultori tedeschi: aiutato da padre e nonno, si dà molto da fare nell’azienda, ma ha anche una mentalità da commerciante, strategica e lungimirante. Così, Keller cerca di riprodurre da sé viti di poca resa (0.5 litri per pianta), ma di grande qualità: non vuole dipendere da vivai o istituti di ricerca. Già sua madre, una vera amante del Riesling, ne selezionava i migliori cloni della natìa Mosella innestandoli poi a Rheinhessen: si può proprio dire che il suo amore per il Riesling sia stato “geneticamente” tramandato al figlio.
Klaus Keller
Il punto forte di Keller è il Riesling e a Riesling è coltivato il 60 % dei 14.5 ettari di vigna: il sensibile cambiamento di clima avvenuto negli ultimi anni, favorisce la crescita di questa vite in Rheinhessen. Il periodo vegetativo si è così prolungato e permette una vendemmia a metà novembre. Keller è soddisfatto: “Se il Ries-ling cresce lentamente, assorbe una grande varietà di aromi”. La sua vigna migliore è l’Hubacker: argilla, marna e pietra calcarea vi fanno maturare Riesling eleganti, ricchi di finezze, leggeri, danzanti, ma comunque profondi. Keller non si accontenti mai: “Stiamo cercando il giusto equilibrio fra pianta, suolo e vitivoltore”. Una ricerca che è un successo, e i suoi vini lo testimoniano.
Keller è da qualche anno l’azienda più premiata dalla stampa tedesca.
Riesling

Prima nessuno credeva si potessero produrre grandi vini sui colli panciuti fra Worms e Alzey, storicamente mai annoverati fra i « gran cru » della Germania. Il lavoro di Klaus ha permesso a suo figlio Peter, alla guida dell’azienda dal 2001, di accrescere la fama e diffonderla nel mondo. Oggi Peter ha 35 anni ed è rigoroso nella coltivazione delle vigne : ha ridotto maggiormente la resa per ettaro a 30-35hl di media ; ha fatto analizzare il terreno d’ogni parcella, per comprenderne il carattere; ha acquistato altre parcelle dove ha piantato cloni di Riesling dal chicco piccolo con alta densità di piante per ettaro (7500 per ha), inducendo le radici a svilupparsi in profondità : « Più i chicchi sono piccoli, più i vini sono aromatici. Più le radici sono profonde, più i vini sono complessi ». Di solito Peter inizia la vendemmia dalla metà di novembre. L’azienda ha ora 16 ettari, il cui 60% a Riesling nelle « lage » di Dalsheimer Hubacker e Bürgel, Westhofener Kirchspiel e Morstein. I vini fermentano perlopiù in acciaio con lieviti naturali, ma i più pregiati stanno tornando in grossi tini di legno che variano dai 1800 ai 2400 litri. Cambiamenti di stile in una famiglia vinicola di grande qualità.
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Germania
– Manz Weingut

Le tre classificazioni Beerenauslese, Trockenbeerenauslese e Eiswein sono le più famose della Germania. Tutti i vini tedeschi hanno un’acidità molto alta perché i vigneti si trovono molto a nord. In questi vini si possono formare facilmente cristalli di vino, che è un segno di alta qualità.
I tedeschi hanno creato una varietà enorme di nuovi vitigni. Il vitigno Huxelrebe è un esempio di grande successo, che deriva da un incrocio fra Weisser Gutedel (=Chasselas) & Courtillier Musqué.
Vini Secchi
Gewürztraminer Spätlese Trocken (Secco) 0,75
Vitigno famoso dell’Alsazia. Vino con bei profumi di fiori e una bella acidità fresca.
Riesling Spätlese Trocken (Secco) 0,75
Riesling Tedesco classico. Molto minerale con profumi di frutti gialli.
Riesling Auslese Trocken (Secco) 0,75
Vino molto concentrato, bella acidità, molto equilibrato, sapori e profumi di frutta matura.
Vini Dolci
Huxelrebe Trockenbeerenauslese 0,375
Zucch.: 206 g/l acidità:11 g/l
Trockenbeerenauslese=Vendemmia tardiva di uve secche selezionate. Uve quasi secche, tutte infettate dalla muffa nobile. Con un minimo di zucchero del 35 %. Fantastico, con profumi di pera, un po’ di albicocca fresca. Un vino che arriverà anche a 20 anni di età.
Frühburgunder Trockenbeerenauslese 0,375
Muffa nobile di un vitigno rosso. Molto raro. Disponibilità limitata (2 bottiglie x cliente).
Clono di Pinot Nero. Profumi di bacche rosse e ciliegi. Unico.
EISWEIN (=vino gelato) 0,375 L
Una specialità, prodotta da uve raccolte gelate, dopo una notte con almeno 7 °C sotto zero. Il gelo provoca la separazione dell’acqua rimasta nell’uva; ne deriva un vino dolce con tantissimi sapori nobili.
Silvaner Eiswein 0,375 Zucch. 206,2 g/l acidità 11,7 g/l raccolta a -9°C
Uno dei Silvaner dolci più buono di Germania.
Eiswein Pauline Zucch. 228,8 g/l acidità 14,2 g/l raccolta a -9° C
Molto denso con bel profumo di Riesling e un’acidità elegantissima. Per l’eternità.
Spätburgunder Eiswein 0,375 Zucch. 199,0 g/l acidità 9,5 g/l raccolta a -9°C
Eiswein di un vitigno rosso (Pinot Noir). Profumo intenso di frutti rossi con una bella acidità.
Eiswein 2° Tag (secondo giorn) Zucch. 276,4 g/l acidità 13,1 g/l raccolta a -12° C
Hanno il profumo tipico del Riesling, con un equilibrio strepitoso fra dolce e acidità. Vini per l’eternità.