Dönnhoff

Germania
Oberhausen sul Nahe è un paese incantato. Eppure è proprio qui che c’è Dönnhoff, la azienda di spicco della viticoltura tedesca moderna. Il proprietario Helmut Dönnhoff è un uomo slanciato e sportivo, dall’aria risoluta, che sprizza energia, sempre attivo e particolarmente allegro. Sfiora con le dita la montatura elegante dei suoi occhiali e dice subito “la viticoltura deve essere sempre accompagnata dal piacere”. Un piacere puro; del resto alla nostra domanda sul perché abbia restaurato una torre militare ormai inutilizzabile al centro della vigna, Dönnhoff risponde: “Semplicemente per il piacere di farlo”. Nella sua vigna, Helmut Dönnhoff si muove come un sovrano, cosciente del suo valore ma senza presunzione. E si misura con complesse strategie aziendali per il prossimo mezzo secolo: dal momento che per le sue viti prevede una durata di circa quarant’anni, Dönnhoff ogni anno rinnova 1/40 della superficie totale vitata. Così un vigneto è costituito da un terzo di vitigni vecchissimi (fino a 55 anni), un terzo appena piantati, e un terzo di età differenti. Quanto al gusto dei suoi vini – oltre ai Riesling, produce anche Pinot Bianco e Pinot Grigio, Dönnhoff è convinto che “la dolcezza ha bisogno dell’acidità per ben bilanciare sapore fruttato e aroma”. Anche la varietà geologica dei terreni si sprigiona bene dai vini di Dönnhoff: i terreni di ardesia producono bianchi aristocratici, delicati e slanciati, mentre i vini cresciuti su terreno vulcanico sono più aromatici, ampi, opulenti, bevibili in anticipo rispetto agli altri.
Fra le migliori vigne di Dönnhoff ci sono la Niederhäuser Hermannshöhle, un pendìo esposto a mezzogiorno con Riesling classici, eleganti e leggermente fruttati: la Schlossböckelheimer Kupfergrube che per tre lati è circondata da pareti rocciose e dove in estate fra così caldo che talvolta il termometro esplode (è da qui che giungono i grandi vini molto maturi e corposi); e l’Oberhäuser Brücke, dove crescono i Riesling pieni di carattere, nel segno di una qualità superiore, e spesso anche dei grandiosi Eisweine che vengono vinificati in piccoli contenitori di acciaio da 100/200 litri. Questi figli del ghiaccio, come sottolinea il loro suggestivo nome, si ottengono solo in Germania, Austria e Canada, e da non più di un secolo, quando, per puro caso, se ne è scoperto il gusto inimitabile. Ma se ne producono pochissime bottiglie, ed è un vero peccato perché sono i capolavori del dolce. La famiglia Dönnhof produce vino dal 1750, ma insieme con altri prodotti agricoli. E’ solo nel secolo scorso che un membro di essa, Hermann Dönnhof , ha fondato l’omonima azienda e ha deciso di dedicarsi unicamente al vino. Nel 1971, a 22 anni, suo nipote Helmut ha preso la guida dell’azienda ed è diventato responsabile della vinificazione. In trent’anni ha acquistato fama mondiale. Dönnhoff è pluripremiata da tutti i grandi giornalisti del mondo. I vini sono complessi ma elegantissimi. Helmut Dönnhoff è veramente uno dei più bravi produttori mondiali; non solo bravo ma anche molto umano, è veramente un piacere conoscerlo.
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