Un atto di fede, o di incoscienza, scegliete voi. Non si potrebbe definire altrimenti la scelta di António José da Silvian, che decise di acquistare un’azienda di vini fortificati, appena poco dopo l’avvento della fillossera. Nonostante l’ostacolo don Antonio, insieme al genero, volle ripristinare subito i vigneti dell’azienda, rinnovando al tempo stesso la cantina. A questo i due aggiunsero il coraggio necessario per dichiarare il millesimo, così si dice quando una cantina decide di produrre il proprio Porto vintage, nel 1931, annata terribile dal punto di vista commerciale, perché successiva alla crisi economica del ’29. Anche nella storia più recente, facciamo un salto fin verso la fine degli anni ’90, la volontà di innovare non ha mai abbondato questa cantina, come dimostrano la costruzione del nuovo magazzino e della nuova linea di imbottigliamento, senza dimenticare una costante attività di reimpianto dei vigneti che ha interessato un centinaio di ettari; il vigneto aziendale, in totale, tocca quota 192. La qualità dei vini fortificati di Quinta do Noval nasce soprattutto da un terroir unico, che si compone di suoli scistosi e argillosi, tutti terrazzati come si usa da queste parti, su cui insistono i 5 vitigni a bacca rossa necessari per fare il Porto. Punta di diamante della produzione di questa realtà è il Nacional Vintage Port, un’etichetta che arriva dal cuore del vigneto do Noval, da piante pre-fillossera.


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