635 miglia: Luca Roagna e Alessandro Mori s’incontrano a Montalcino e nelle Langhe

Un viaggio in due tappe promosso da Vino & Design ha riunito le voci più qualificate della sommellerie e della ristorazione, a confronto con due icone della viticoltura italiana.

Un viaggio in due tappe promosso da Vino & Design ha riunito le voci più qualificate della sommellerie e della ristorazione, a confronto con due icone della viticoltura italiana. Tra banchi d’assaggio e racconti incrociati, si è celebrata la sintesi più pura di identità territoriale, rispetto del tempo e coerenza produttiva.

 

Il racconto del doppio appuntamento

Le 635 miglia che separano le alture di Montalcino dalle colline di Castiglione Falletto non sono mai sembrate così brevi.

Con la conclusione del doppio appuntamento itinerante — svoltosi il 7 settembre presso Il Marroneto e il 14 settembre nelle cantine Roagna — si è chiuso un evento ideato e promosso da Vino & Design per far dialogare due dei volti più carismatici e intransigenti del panorama enologico nazionale.

A comporre la platea dell’iniziativa è stata una selezione di esperti del settore, sommelier, enotecari e professionisti della ristorazione, riuniti per vivere un’esperienza di approfondimento tecnico e umano di altissimo livello.

Il format ha visto i due produttori vestire l’uno i panni dell’ospite dell’altro: Alessandro Mori ha accolto Luca Roagna tra le vigne di Montalcino, per poi ritrovarlo una settimana più tardi nelle Langhe. In entrambe le giornate, suddivise in sessioni di confronto e degustazione, i partecipanti hanno assistito a un dialogo senza filtri, in cui ciascun produttore ha servito e raccontato anche i vini del collega.

Due personalità sui generis, una sola filosofia produttiva

Pur lavorando con territori e vitigni profondamente distinti — il Sangiovese radicato sui sedimenti di sabbie marine piantato da Mori a partire dal 1975 a Montalcino, e il Nebbiolo dei vigneti storici custoditi dalla famiglia Roagna a Barbaresco e Castiglione Falletto — i due vignaioli hanno evidenziato una straordinaria convergenza d’intenti.

Un’affinità emersa con nitidezza nel calice attraverso l’assaggio delle loro etichette simbolo: da un lato la verticale espressiva de Il Marroneto, con il Brunello di Montalcino DOCG nella celebre Selezione Madonna delle Grazie, millesimo 2020 e 2021; dall’altro l’interpretazione rigorosa firmata Roagna del celebre Barbaresco Crichet Pajè, nelle annate 2019 e 2008.

La visione condivisa dai due produttori muove dal lavoro in vigneto, guidato da un approccio essenziale e mai aggressivo. Entrambi adottano la scelta di non sfemminellare la vite e ritengono che l’uva debba rimanere protetta dalla propria chioma vegetale, al riparo da esposizioni invasive. Riducendo al minimo gli interventi agronomici nella consapevolezza che una pianta sana non necessita di trattamenti continui, l’uva diventa il veicolo d’espressione puro e diretto del terroir d’origine.

In cantina, il rigore artigianale esclude scorciatoie chimiche o rettifiche tecnologiche: le fermentazioni spontanee con lieviti indigeni e i lunghi affinamenti in botte grande accompagnano la naturale polimerizzazione dei tannini e l’evoluzione dell’acidità.

Un percorso guidato da un profondo sapere esperienziale e dal rispetto per la reciproca autonomia, dove ciascuno persegue la propria strada senza cedere alla tentazione di imitare l’altro, alla ricerca di una sincera e immediata riconoscibilità territoriale.

Il ruolo di Vino & Design: fare cultura del vino

Per Vino & Design, da sempre orientata alla selezione di espressioni tradizionali e legate al territorio d’origine, 635 miglia rappresenta la naturale concretizzazione della propria missione distributiva.

Riunire nello stesso progetto Luca Roagna e Alessandro Mori significa offrire a sommelier, enotecari e ristoratori di ricerca l’opportunità di confrontarsi con due figure autenticamente fuori dagli schemi, capaci di tracciare un percorso autonomo, rigoroso e refrattario a qualsiasi omologazione.

Entrambi i produttori incarnano quell’inconfondibile sintesi di personalità e coerenza anarchica ma controllata che guida la selezione del portfolio aziendale: una scelta che mette al centro il rispetto della materia prima e l’attenzione verso chi cerca vini capaci di raccontare una storia unica nel calice.

 
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Cascina Penna-Currado nasce nel 2024 da Elena Penna e Luca Currado Vietti, noti per la loro esperienza con l’azienda Vietti, ora affiancati dai figli Giulia e Michele, nella cascina del 1554 a Serralunga d’Alba, restaurata per ospitare una produzione vitivinicola rispettosa delle tradizioni e del territorio, distribuita da Vino&Design. I vigneti coltivati si trovano a Monforte d’Alba, per Nebbiolo, Dolcetto e Barbera, mentre per il Timorasso si lavora sui Colli Tortonesi, adottando tecniche innovative come l’infusione a cappello sommerso per un bianco dal carattere unico. L’obiettivo è creare vini autentici e rappresentativi della Langa, unendo radici profonde e visione moderna, con un impegno verso la sostenibilità e l’artigianalità.

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